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Borse in calo dopo dati macro Usa, Interpump fa il pieno di utili


Di Francesca Gerosa
10/11/2010
Borse in calo dopo dati macro Usa, <a href="/quotazioni/quotazioni.asp?step=1&action=ricerca&codiceStrumento=u2ae&titolo=INTERPUMP GROUP">Interpump</a> fa il pieno di utili

Le Borse europee si confermano in calo dopo i dati macro Usa, alla vigilia dell'apertura dei lavori del G20 e mentre prosegue la pubblicazione delle trimestrali. Intanto ha destato preoccupazione la notizia che l'asta dei titoli di stato portoghesi si è chiusa con tassi da record.
 
Il deficit commerciale Usa a settembre è diminuito del 5,3% a 44 miliardi di dollari, contro il rosso di 46,48 miliardi del mese precedente (dato rivisto). Questi i dati sono risultati migliori delle attese degli analisti che scommettevano su un deficit di 45 miliardi. E' migliorato il deficit verso la Cina a 27,8 miliardi dopo il record di 28 miliardi di agosto.

Sempre negli Stati Uniti le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono diminuite di 24mila unità a 435mila nella settimana al 6 novembre, il livello più basso in quattro mesi. Anche questo dato è migliore delle attese degli analisti, che avevano previsto un calo di 7mila unità. Il dato della settimana precedente è stato rivisto da 457 a 459mila.

Il Ftse All Share al momento sta perdendo lo 0,83% e il Ftse Mib lo 0,95%. Parigi, inoltre, cede lo 0,65%, Londra lo 0,51% e Francoforte lo 0,53%. A piazza Affari perde oltre il 5% Mediaset, risentendo dei timori per l'impatto di un'eventuale crisi di Governo, oltre che della concorrenza che si prepara a esercitare Sky.

Si salvano dopo i conti Autogrill e Mediolanum. In rialzo frazionale anche Enel, Geox, FonSai, in attesa dei dati, Atlantia e Finmeccanica. Bilancio in rosso invece per i titoli bancari. Tra i titoli minori, infine, sale contro corrente Interpump (+1,11% a 5 euro) che ha archiviato il terzo trimestre con un utile netto consolidato più che triplicato, a 8 milioni (consenso a 7 milioni), dagli 1,8 milioni realizzati nello stesso periodo del 2009.

Mediobanca (outperform e target in revisione) si aspettava un utile netto a 7,5 milioni ed Equita (hold e target a 5,40 euro) a 6,7 milioni. Sui nove mesi, periodo che tiene conto di HS Penta, società acquisita nel luglio 2009, l'utile netto è cresciuto del 73,7%, a 21,8 milioni. Le vendite nette del terzo trimestre sono salite del 31,9% su anno, a 104,6 milioni (il dato era già noto).

Nello stesso periodo, l'Ebitda è cresciuto dell'88,1% su base annua a 19,7 milioni (consenso a 18,1 milioni). Nota positiva pure l'indebitamento finanziario sceso al 30 settembre a 149,6 milioni dai 257,1 milioni di un anno prima. Gli analisti si aspettavano una flessione a -155 milioni di euro.

"Sopra le nostre attese l'Ebitda, visto a 17 milioni, e Ebit a 13 milioni. Ottimo l'andamento dei debiti grazie a un free cash flow positivo per 22 milioni di euro", commenta a caldo Intermonte che mantiene il giudizio outperform sull'azione, anche se il target price a 5,30 euro è ormai alla portata.

Unicredit invece ha un rating hold (target a 4,40 euro) in quanto ritiene che la forte ripresa delle vendite sarà di breve durata, dato il quadro macroeconomico debole. Interpump ha poi una limitata esposizione ai mercati emergenti (9% delle vendite) e le sue divisioni dipendono tutte da settori altamente ciclici (estrazione mineraria, costruzioni, componenti di camion, spese di spedizione).  



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