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Morelli ai politici: basta analisi,
il momento di agire


Di Laura Bonadies, MF-Dowjones
09/06/2012

“L’Italia non può morire di analisi, bisogna agire”. E’ questo il messaggio che il presidente dei Giovani Industriali di Confindustria, Jacopo Morelli, ha lanciato dal palco di Santa Margherita Ligure in occasione della chiusura del quarantaduesimo Convegno dell’associazione. Un Intervento conclusivo appassionato, inaspettato nelle conclusioni finali per la concretezza e la semplicità degli esempi con cui ha chiesto e indicato le cose da fare ai politici. Un intervento che era stato anticipato da un twitter giunto in sala poco prima che cominciasse il salotto, tipo Porta a Porta, di Alfano, Casini e Letta: il twitter diceva,” non prendeteci per i fondelli”.

“Bisogna che dall'analisi si passi alle azioni”, ha detto Morelli, ormai a ruota libera, riconoscendo la velocità e la prontezza dell’attuale esecutivo sulla riforma della previdenza, definendola come quella azione che ha “messo fine allo squilibrio tra le generazioni”. Ma la positività dei commenti finisce qui. Perchè ritiene quella del lavoro “una riforma assolutamente sufficiente. “E’ un guazzabuglio, sul tema del lavoro ci aspettavamo lo stessa efficienza. Siamo fiduciosi che il Parlamento porti delle modifiche”.

Morelli ha sottolineato nuovamente l’appoggio dell’associazione che lui stesso rappresenta al governo Monti. “Bisogna tradurre le cose in azioni nel più breve tempo possibile”, ha precisato. “Questo governo troverà in noi gli alleati più leali se” si andrà nella direzione di far crescere questo Paese. “Ma allo stesso tempo troverà dei feroci nemici” qualora si perderà tempo. Poi un passaggio rapido sulla crescita dei Grillini: “L’Italia –ha detto Morelli- non ha bisogno di tribuni”. Capitolo chiuso con gli esperimenti politici, Grillo in Confindustria non sarà ricevuto.

Ma il presidente dei Giovani Industriali non risparmia critiche alla classe dirigente politica. “In Parlamento siedono anche degli "ignoranti. Ignoranti nel senso tecnico del termine: persone che non hanno fatto le scuole. Ci sono dei politici, ha aggiunto parlando davanti ad Alfano, Casini e Letta, "che non conoscono la storia della Patria, che è fondamentale. Come si può progettare il futuro se non si conosce il passato? Chiediamo - ha concluso - capacitá di selezione".

L’ultimo pensiero è all’Europa che, secondo Morelli, “ha una grave carenza di leadership. Non possiamo sentire parlare dei ragionieri. Noi chiediamo degli statisti. Vogliamo degli statisti in Europa”.



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